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06/01/09

Stop ai bombardamenti israeliani a Gaza!.

Francesco Bachis posted an announcement to the cause Stop ai bombardamenti israeliani a Gaza!.

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Cari tutti,
mi permetto di inviarvi questo report da Gaza, inviato dal volontario Vittorio Arrigoni, forse l'unico testimone italiano presente a Gaza attualmente, visto il divieto d'ingresso che il governo israeliano ha imposto ai giornalisti stranieri. Ciò consente di farci una idea di quanto stia succedendo in quella regione.
L'amministratore

Vittorio Arrigoni
Diario da Gaza,
un giorno in ambulanza

«Alla gente innocente di Gaza: la nostra guerra non è contro di voi ma contro Hamas, se non la smettono di lanciare razzi voi vi troverete in pericolo». E' la trascrizione di una registrazione che è possibile ascoltare rispondendo al telefono queste ore a Gaza. L'esercito israeliano la sta diffondendo illudendosi che i palestinesi non abbiano occhi e orecchi. Occhi per vedere che le bombe colpiscono quasi esclusivamente obiettivi civili, come moschee (15, l'ultima quella di Omar Bin Abd Al Azeez di Beit Hanoun) scuole, università, mercati, ospedali. Orecchie per non udire le urla di dolore e terrore dei bambini, vittime innocenti e eppure predestinate di ogni bombardamento. Secondo fonti ospedaliere, nel momento in cui sto scrivendo sono 120 i minori rimasti uccisi sotto le bombe, su un totale di 548 morti, più di 2700 feriti, decine e decine di dispersi.
Due giorni fa all'ospedale della mezzaluna rossa nel campo profughi di Jabalia, la notte non è mai calata. Dal cielo gli elicotteri Apache hanno lanciato ordigni illuminanti in continuazione, tanto da non farci accorgere di una qualche differenza tra giorno e notte. Il cannoneggiare ripetuto di un tank posto a meno di un chilometro dall'ospedale ha crepato seriamente le mura dell'edificio, ma abbiamo resistito fino alla mattina. Verso le 10 circa, bombe sul campo incolto adiacente all'edificio, fuoco di mitragliatrice tutt'attorno: per i medici della mezzaluna rossa quello era un messaggio dell'esercito rivolto a noi -evacuazione immediata, pena la vita. Abbiamo trasferito i feriti in altre strutture ospedaliere e ora la base operativa delle ambulanze è sulla strada di Al Nady, il personale medico sta seduto sui marciapiedi in attesa delle chiamate, che si susseguono febbrilmente.
Per la prima volta dall'inizio dell’attacco israeliano ho visto negli ospedali dei cadaveri di membri della resistenza palestinese. Un numero piccolo, di fronte alle centinaia di vittime civili, che dopo l'invasione di terra si sono moltiplicate esponenzialmente. Dopo l'attacco alla moschea di Jabalia (coinciso con l'entrata dei tank) che ha causato 11 morti e una cinquantina di feriti, per tutta la notte di sabato scortando le ambulanze ci siamo resi conto della tremenda potenza distruttiva dei proiettili sparati dagli israeliani. A Bet Hanoun una famiglia che si stava scaldando nella propria casa dinnanzi ad un fornellino a legna è stata colpita da uno di questi micidiali colpi di cannone. Abbiamo raccolto 15 feriti, 4 casi disperati. Poi verso le 3 del mattino abbiamo risposto ad una chiamata d'emergenza: troppo tardi, davanti alla porta di un'abitazione tre donne in lacrime ci hanno messo in braccio una bambina di quattro anni avvolta da un lenzuolo bianco, il suo sudario, era già gelida. Ancora una famiglia colpita in pieno, questa volta dall'aviazione, a Jabalia, due adulti con in corpo schegge di esplosivo. I due figli hanno riportato ferite lievi, ma da come strillavano era evidente il trauma psicologico che stavano vivendo, qualcosa che li segnerà indelebilmente per tutta la vita più di uno sfregio su una guancia. Anche se nessuno si ricorda di citarli, sono migliaia i bambini afflitti da gravi turbe mentali procurate dal terrore dei continui bombardamenti, o peggio dalla vista dei genitori e dei fratellini dilaniati dalle esplosioni.
I crimini di cui si sta macchiando Israele in queste ore vanno oltre i confini dell'immaginabile. I soldati non ci permettono di andare a soccorrere i superstiti di questa immensa catastrofe innaturale. Quando i feriti si trovano in prossimità dei mezzi blindati israeliani che li hanno attaccati, a noi sulle ambulanze della mezzaluna rossa non è concesso avvicinarci, i soldati ci bersagliano di colpi. Avremmo bisogno della scorta di almeno un'ambulanza della croce rossa, in coordinamento con i comandi militari israeliani, per poter correre a cercare di salvare vite: provate a immaginare quanto tempo porterebbe via una procedura del genere, una condanna a morte certa per dei feriti in attesa di trasfusioni o di trattamenti di emergenza. Tanto più che la croce rossa ha i suoi di feriti a cui pensare, non potrebbe in nessun modo rendersi disponibile ad ogni nostra chiamata. Ci tocca allora stazionare in una zona «protetta», eufemismo qui a Gaza, e attendere che i parenti ci portino i congiunti moribondi, spesso in...
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View Announcement - Invite Friends

Thanks,
The Causes Team

04/01/09

Fuori la mafia da Facebook

Provenzano e Riina su Facebook!
Gruppi di sostenitori che ne esaltano la storia e le gesta come fossero eroi e non brutali assassini, mandanti o esecutori di centinaia di omicidi, protagonisti delle pagine più buie e sanguinose della nostra storia.
Uomini come Peppino Impastato, Libero Grassi, Pio La Torre, Rocco Chinnici, Placido Rizzotto, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, Beppe Alfano, Pippo Fava -solo per citarne alcuni- non meritano tutto questo. Non meritano che la loro memoria venga oltraggiata così impunemente dai sostenitori della mafia. Questi gruppi vanno chiusi!
La mafia va isolata nella realtà e in tutte le sue espressioni, compresa Facebook.

E' COSI' CHE NASCE QUESTO GRUPPO SU FACEBOOK IL 30 DICEMBRE 2008 - Questo è un gruppo aperto. Chiunque può iscriversi e invitare altre persone.

ecco alcuni esempi pagine che vogliamo INCRIMINARE:

http://www.facebook.com/group.php?gid=38328116025

http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=37645714226

http://www.facebook.com/group.php?gid=51081272541

http://www.facebook.com/group.php?gid=37645714226#/group.php?gid=53815080232

http://www.facebook.com/group.php?gid=53815080232#/group.php?gid=36540269366


si ringrazia Giuseppe Grasso per avere raccolto tutti i link
Andate nelle pagine sopraelencate e alla fine di queste in basso premete su Segnala Gruppo e facciamo in modo che queste oscenità vengano chiuse.

http://www.facebook.com/pages/Toto-Riinail-vero-Capo-dei-Capi/39150047739?ref=s
Mentre per questo ultimo link: Segnala Pagina


Un tributo a Peppino Impastato. E a sua madre, Felicia. Per non dimenticare...




vi invitiamo ad iscrivervi a questo gruppo in memoria di un ragazzo, Gianluca Congiusta, ucciso dalla mafia per non essersi piegato alla richiesta di pizzo..leggete qui e ne saprete di più



LA LORO MEMORIA CAMMINA ANCHE SULLE NOSTRE E-MAIL ------------ SCRIVIAMO TUTTI A PISANU

Scriviamo tutti al presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu

Gent.le Presidente,
Per decenni il nostro Paese è stato colpito nei suoi uomini migliori dalla ferocia delle mafie. Uomini come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Peppino Impastato e centinaia di altri, hanno pagato con la vita il loro impegno contro la mafia, nelle istituzioni e nella società. Il nostro Paese è in debito nei confronti di questi uomini e la loro memoria deve continuare ad orientare il nostro lavoro di contrasto a questo fenomeno devastante. Non possiamo accettare che vi sia chi lo alimenti, chi inneggi alle gesta dei loro carnefici. Sul social network Facebook, decine di pagine sono dedicate a Bernardo Provenzano e Toto Riina. A fronte di ciò, in migliaia hanno aderito ad un appello per rimuovere quelle pagine. Le chiediamo di intervenire risolutamente per cancellare queste oscenità e per fare in modo che non possano ripetersi. Distinti saluti

inviare a: pisanu_g@posta.senato.it

14/12/08

GLI ASSOLUTAMENTE BOH

Ricevo, condivido ed inoltro l'invito a partecipare a questo Gruppo di Discussione appena nato su FACEBOOK, creato da una cara amica: Toni Fachini

"GLI ASSOLUTAMENTE BOH

(quelli che ne hanno pieni i coglioni di tanto assoluto. Tu vò fa' l'americano ma si nnato in Italì)

Dai bambini ai vecchi, dagli ignorantoni ai supercolti, dal Brennero a Lampedusa, alla domanda più banale come alla più illuminata, la risposta è ormai scontata: ASSOLUTAMENTE SI!! / ASSOLUTAMENTE NO!! La domanda che mi son fatta io è perché questo tormentone anziché sfumare dopo un paio di stagioni fuggente come l'attimino, perduri invece nel tempo, stia continuando a colonizzare a macchia d'olio il popolo italiano. Va ben che siamo bombardati da serie americane farcite di absolutely not/ yes, tradotti alla lettera per il nostro consumo. Da dove nasca il fenomeno è chiaro e forse si capisce anche perché abbia attecchito così tanto in tempi in cui insicurezza e paura imperversano. Si alza spontaneo il mio grido di protesta, Bastaaaaaa!!!!!! Assolutamente de chee????".

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