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17/02/10

La vera storia di Haiti

Nessuno si è mai domandato come è possibile che metà di un’isola stia relativamente bene, dal punto di vista economico, mentre l’altra metà sia semplicemente il paese più povero di tutto l’emisfero occidentale?

Teoricamente un’isola dovrebbe disporre di risorse naturali divise abbastanza equamente, e non si conoscono isole in cui ci siano fragole, ruscelli dorati e fior di loto da una parte, mentre dall’altra vi siano cave di tufo, zanzare e topi morti.

Perchè allora Haiti è il paese più povero dell’Occidente, mentre a Santo Domingo – l’altra metà dell’isola - la popolazione se la passa relativamente bene, o comunque vive in maniera dignitosa?

Perchè Haiti ha commesso, oltre duecento anni fa, il più grave peccato mortale che si conosca sulla faccia della terra: ha osato ribellarsi all’uomo bianco.


30/03/09

Check out "il nuovo video-shock della brutalità della polizia cinese in Tibet" su Candle4Tibet

Chinese Police Brutality In Tibet Exposed.

Please check out this video and make sure you spread it around in your networks.

Free Tibet ! Svaha !

Shocking New Video Of Chinese Police Brutality In Tibet
Shocking New Video Of Chinese Police Brutality In Tibet
more news about Tibet on youtube ... http://www.youtube.com/ljbonner http://www.youtube.com/TheRealChina
Video link:
Shocking New Video Of Chinese Police Brutality In Tibet

About Candle4Tibet
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You Tube è inaccessibile dalla Cina.
Le ragioni della censura non sono note.
In passato i controllori delle rete cinese hanno bloccato singoli video.
Una lunga serie di blog cinesi ed americani sono inaccessibili, cosi’ come quelli filo-tibetani e qualsiasi altro sito sia ritenuto dannoso.
Il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang ha affermato di non essere al corrente della chiusura del sito.

UPDATE: Secondo la Bbc, Youtube sarebbe stato oscurato dopo la messa in rete di video che mostrano soldati cinesi pestare monaci tibetani indifesi.

01/03/09

Più che alla Corte di Strasburgo però, gli italiani, dovrebbero appellarsi a se stessi ....

di Daniela Preziosi
LA POLEMICA
Più che a Strasburgo appelliamoci a noi
E se domani l'alta Corte di Strasburgo condannasse l'Italia perché si tiene alla presidenza del consiglio dei ministri un signore dalla dubbia buona educazione e dal discutibile buon gusto e che soprattutto, come sostengono le parlamentari democratiche Paola Concia e Donata Gottardi, emette «continue e ripetute dichiarazioni di disprezzo sulla vita e la dignità delle donne»?
Sarebbe una vera beffa, per le italiane e gli italiani che appunto se lo tengono e in ogni occasione possibile se lo votano (l'ultima volta è successo in Sardegna due settimane fa). Sarebbe, più che verso Silvio Berlusconi, una sentenza nei confronti della soglia di civiltà di questo paese. Non è un caso che uno dei cavalli di battaglia di Walter Veltroni, il fuggitivo ex segretario del Pd, era convincere che «gli italiani sono migliori del loro governo». Una tesi consolatoria, ma ancora tutta da verificare.
Naturalmente la denuncia di Concia e Gottardi è legittima e, a spanne, più che motivata. Per la stampa democratica è persino desolante essere costretta alla cronaca delle trivialità machiste del premier, che hanno trasformato il nostro paese in una specie di catalogo di barzellette internazionali. Dalle volgarità verso la presidente finlandese, ai limiti del caso diplomatico, al consiglio alla precaria di sposare un miliardario, alla storia del militare per ogni «bella donna» per evitare gli stupri, e giù via scendendo fino alle irripetibili parole nei confronti di Eluana Englaro, Berlusconi incarna la versione untuosa e macchiettistica, ma non per questo meno violenta, del vecchio satiro che considera le donne l'apposita appendice utile a far risultare meglio le proprie qualità, politiche e di incantatore s'intende. Non è un caso che qualche commentatore dei costumi nazionali sostiene che questo gallismo indietrista piace agli elettori, e compiace persino le elettrici, che come cenerentole frustrate si identificano nella fortunata di turno che riceve la galanteria come graziosa testimonianza di esistenza. E rispondendo a questo suo archetipo (e con la perfidia grossolana di chi per vincere deve stravincere) ha scelto come ministra delle pari opportunità una bella donna, bella e bellamente incompetente. Costretta tristemente, da quand'è al suo dicastero, a marcare «a donna» tutte quelle che lamentano i comportamenti del suo premier e imprenditore politico.
Più che alla Corte di Strasburgo però le italiane, ma anche gli italiani, dovrebbero appellarsi a se stessi, interrogarsi sul perché sopportano pazientemente un premier (e già che ci siamo, anche la coordinata ministra, e poi tutti gli altri della partita). Temendo di scoprirne la risposta.



19/01/09

La strage di Torlano per il Giorno della Memoria all' Osteria Parùs a Buja venerdì 23 Gennaio

la strage di Torlano

vinars 23 aes vot e mieze di sere te ostarie di Parùs a Saramont (Madonna di Buja- vedi mappa) pe zornade de memorie pe zornade de memorie

documentari su la stragje fate dai nazisçi a Torlan di Nimis tal istât dal 1944, videotestimoneance produsude par cure di NNindimedia zontant cussì un altri cjapitul di storie dopo di chê di Avasinis.

Te stragje di Torlan, piçule frazion di Nimis, il 25 di avost dal 1944, 33 feminis, fruts, oms, vecjos e vegnin copâts e brusâts de WaffenSS : nûf ducj de stesse famee, vignude di Puart a Torlan tal '40 par cjatâ lavôr.

PRIMO LEVI

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore



Il Giorno della Memoria
è una ricorrenza istituita nel 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

associazion culturâl
"el tomât"
buje

La storia:
La strage di Torlano

Venerdì 25 giunse da Nimis, invano contrastato dai partigiani, un contingente tedesco su auto blinde, che circondò alcune case situate sotto l’abitato di Torlano, che ospitavano poche famiglie, ma numerose: i Comelli, i Dri, i De Bortoli, mezzadri originari di Portogruaro, i pochi altri.
Erano Waffen SS della divisione "Cacciatori del Carso", di stanza a Gradisca d'lsonzo dove da poco s'era trasferito da Trieste un comando speciale per la lotta contro i partigiani. Li comandava un tenente SS, alto di statura, già tristemente conosciuto come il ''boia di Colonia". Il suo nome era Fritz Joachim.
Facevano da guida alcuni fascisti della Milizia per la difesa territoriale, con occhiali neri e la visiera abbassata per non farsi riconoscere.
Le autoblinde bloccarono tutte le vie d'accesso: non c'era più tempo per fuggire.
I De Bortoli e la famiglia di Giovanni Comelli si rifugiarono nella stalla di Ruggero Dri.
Elisabetta De Bortoli rimase in cucina a far da mangiare.
Tedeschi e fascisti rastrellarono il paese e le persone trovate furono rinchiuse nell'osteria allora gestita da Giobatta Comelli.
Furono poi fatti uscire uno alla volta e uccisi con un colpo di pistola.
Luigi Seracco tentò la fuga, ma fu colpito a morte.
Il Boia rientrò poi nell'osteria e uccise l'oste, Giobatta Comelli, la figlia Rosa e la moglie Lucia Vizzutti. L'altro figlio Albino, di diciannove anni, nascosto nella cappa del camino, assistette impotente alla strage. Nell’ottobre ’46 si suiciderà con un colpo di pistola sotto il mento, com’erano stati uccisi i suoi genitori e la sorella.
Poi fu la volta delle persone rifugiate nella stalla.
Gli uomini furono fatti uscire uno alla volta e uccisi con un colpo di pistola sotto il mento.
Il tenente Wunderle e alcune SS poi entrarono nella stalla: le donne pregavano, supplicavano, stringevano al petto i bambini.
I mitra spararono nel mucchio, finché nella stalla tutto fu silenzio.
I corpi quindi vennero cosparsi di strame e di benzina e bruciati.
Il giorno dopo la gente delle frazioni vicine accorse, ma tedeschi e cosacchi impedirono che i corpi fossero sepolti.
Solo quando se ne furono andati, fu possibile la sepoltura, in una fossa comune tra le case.
Solo nel '47, i resti, chiusi in 5 bare, furono accolti nel cimitero di Torlano.

15/01/09

Una Donna Palestinese - (cortometraggio - documentario)


fonte: Alternate Focus

Questo cortometraggio documentario porta lo spettatore a conoscere le condizioni di isolamento palestinesi all'interno delle loro comunità. E 'girato accanto al muro di separazione che Israele continua a costruire nei territori palestinesi occupati.

Terry Boulatta, madre, insegnante e attivista della comunità, mostra come il muro alto "27 piedi" circonda il suo quartiere a Gerusalemme Est, racconta la separazione dalle comunità adiacenti di Abu Dis, la separazione con i legami storici delle due comunità. Il muro contribuisce al soffocamento della vita, l'ultima realtà per i palestinesi sotto occupazione.

Terry ci porta a mezza ora di macchina per arrivare da un lato del muro ad un altro, un viaggio, che in precedenza ha avuto solo quattro minuti.
Noi impariamo a conoscere i terminal di controllo attraverso i quali i palestinesi devono passare per viaggiare all'interno del loro territorio.

Terry parla di insediamenti illegali e confische di terra elementi di apartheid, che Israele ha costituito e imposto per i coloni "i padroni della terra".
[traduzione webrond]