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01/03/10

RACCONTI DI ORDINARI STERMINI

Il dolore DELLA CARNE
Oggetto spesso di sospetto e di ironia, i vegetariani trovano ora in Jonathan Safran Foer un autorevole e appassionato portavoce. Con il suo ultimo libro, «Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?», lo scrittore statunitense, sulla scia di Isaac Bashevis Singer e di J.M. Coetzee, denuncia gli orrori delle multinazionali dell'allevamento e del macello
Alla vigilia del vertice sul cambiamento climatico di Copenhagen, lo scorso dicembre, Paul McCartney si presentò al Parlamento Europeo. In quell'occasione pronunciò un discorso in favore della riduzione del consumo di carne, ricordando il fatto ben documentato che l'allevamento su scala industriale è tra le prime cause di emissioni di gas serra e riscaldamento globale. Mezzo mondo reagì però con le sopracciglia alzate all'apparizione di Sir Paul, quando non con aperto scherno; fuori dal parlamento, un gruppo della lobby degli allevatori organizzava un barbecue a cielo aperto, con hamburger e salsicce, rispondendo con sarcasmo al discorso del baronetto.
Ora, se da un lato si può comprendere l'ostilità verso l'ennesimo miliardario famoso che pretende di impartire lezioni di etica, dall'altro questo episodio appare un esempio della reazione più comune a un tema, come il vegetarianesimo, semplice e pacato eppure a quanto pare disturbante. Come ogni vegetariano sa per esperienza, pochi argomenti suscitano un tale misto di incomprensione, sospetto, ironia qualunquista, quanto la scelta di non consumare carne. Tra le classiche obiezioni mosse a chi non mangia cibi di provenienza animale, due sono molto radicate, una legata alla tradizione culturale (l'uomo alleva animali dal tempo dei tempi), l'altra alla tradizione naturale (gli animali vengono mangiati da altri animali). Obiezioni che potevano forse avere qualche presa fino a un secolo fa, quando ancora l'allevamento si basava su metodi tradizionali e su una figura di allevatore che conosceva e rispettava i suoi animali. Oggi, mangiare carne significa quasi sempre consumare i prodotti dell'allevamento e del macello industriali, gigantesche multinazionali che gestiscono nascita e morte di miliardi e miliardi di esseri viventi. Un sistema scientificamente organizzato sul dolore, la tortura, la manipolazione genetica, la reclusione in spazi sovraffollati fino alla morte per soffocamento, i metodi di uccisione più orrorifici.

Un'eterna Treblinka
Pare che Adolf Hitler soffrisse di stomaco nervoso e flatulenza. Quando il dittatore scoprì che ridurre la carne rendeva meno puzzolenti le sue emissioni intestinali, provò a privilegiare i consumi vegetali. In realtà, nonostante la leggenda che fosse vegetariano, Hitler non abbandonò mai le adorate salsicce bavaresi e altri piatti di carne, e con i vegetariani veri fu sempre feroce. Mise al bando le associazioni vegetariane in Germania e più tardi nei territori occupati; il pacifista e vegetariano tedesco Edgar Kupfer-Koberwitz dovette rifugiarsi a Parigi e poi in Italia, dove fu infine arrestato dalla Gestapo e spedito a Dachau.
Tutte vicende che venivano ricordate in un saggio di qualche anno fa, Un'eterna Treblinka di Charles Patterson (in Italia pubblicato da Editori Riuniti, pp. 320, euro 16). Oltre a occuparsi delle abitudini alimentari del Führer, Patterson analizza la genesi del modello di sterminio nei lager nazisti, arrivando a suggerire che questo modello avesse una forma di origine comune, e numerose affinità tecnico-operative, con il sistema industriale di allevamento e macello americano.

Catena di montaggio
Se un simile confronto potrà sembrare ad alcuni fuori luogo, va ricordato che il primo a farlo era stato in realtà Isaac Bashevis Singer: fu infatti l'autore della Famiglia Moskat a suggerire che «per gli animali, si tratta di un'eterna Treblinka», richiamando il fantasma del famigerato campo di sterminio. D'altro canto, l'efficiente macchina del macello animale aveva già ispirato altre imprese. Henry Ford, l'industriale delle automobili, confessò che era stata la visita a un mattatoio di Chicago a suggerirgli l'idea per un sistema di lavoro basato sulla catena di montaggio. Nei macelli si trattava di smembrare cadaveri animali nel minor tempo possibile; nelle fabbriche, si sarebbe trattato di assemblare automobili in un tempo altrettanto veloce.
La tendenza a liquidare il vegetarianesimo come faccenda per anime belle o per intellettuali saputelli potrebbe quasi trovare conferma, a un primo superficiale sguardo, di fronte a un testo appena uscito in Italia: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer (Guanda, pp. 368, euro 18). Ecco un giovane e famoso scrittore americano, con casetta in un bel quartiere di Brooklyn, che alla nascita del primo figlio si lascia prendere da angosce borghesi su cosa sia giusto dargli da mangiare, e si mette a scrivere un'inchiesta-riflessione sul più controverso dei cibi: la carne. Potrebbe suonare così la storia del libro. Se non fosse che Foer è uno scrittore autentico, ovvero mosso da un senso di piena necessità e capace di immergersi nel tema con una profondità stilistico-letteraria che corrisponde a una profondità di analisi filosofica, di risonanza metaforica, di coinvolgimento emotivo.
Frutto di tre anni di lavoro, impeccabilmente documentato, abbastanza ironico da evitare i toni della lezioncina e abbastanza drammatico da provocare brividi di abissale disagio, il libro ha suscitato rumore negli Stati Uniti, un misto di commenti entusiasti e molto ostili. Anche qui, vari recensori hanno preferito alzare un muro di scetticismo, trattando il libro come l'ennesimo caso di scontro tra i castelli in aria dei vegetariani e il realismo dei carnivori, i quali invece sarebbero impegnati a pensare a questioni più serie. Con notevole disonestà critica, la giornalista letteraria più bizzosa d'America, Michiko Kakutani del «New York Times», liquidava il libro chiedendo perché Foer non si dedicasse a cause migliori.

Paludi tossiche
«La carne solleva rilevanti questioni filosofiche ed è un'industria da più di centoquaranta miliardi di dollari all'anno, che occupa quasi un terzo delle terre emerse del pianeta, condiziona gli ecosistemi marini e potrebbe anche determinare il clima futuro sulla Terra», ricorda con asciuttezza Foer nel suo libro. E più avanti: «Quanto distruttiva dev'essere una preferenza culinaria prima di farci decidere di mangiare dell'altro?». L'industria dell'allevamento sostiene che il suo obiettivo è sfamare il mondo, ma è difficile vedere come un sistema che consuma colossali risorse agricole, e fa nascere animali dalla genetica così compromessa da non potersi più riprodurre per via naturale, possa avere a cuore le sorti del mondo. A essere alimentata sembra piuttosto l'ossessione che ci fa consumare una quantità insensata di proteine animali, molte più di quante l'umanità abbia mai consumato in precedenza.
Tra le tante immagini efficaci che emergono dal libro c'è quella delle paludi tossiche accanto ai grandi allevamenti americani. Ora, immaginiamo pozzi neri all'aria aperta grandi come campi da calcio, destinati a raccogliere gli escrementi degli animali: gli scarichi di queste paludi finiscono spesso in contatto con fiumi e falde acquifere, con effetti terrificanti. Quando sono sul punto di traboccare, talvolta la soluzione è quella di spruzzarli letteralmente in aria, «un geyser di merda che spande un aerosol di feci, creando vortici gassosi capaci di provocare gravi danni neurologici. Le comunità che vivono nei pressi di questi allevamenti intensivi lamentano problemi di epistassi persistenti, otalgie, diarree croniche e bruciori ai polmoni».
Quando Foer si introduce, una notte, in un allevamento di tacchini in compagnia di una giovane attivista, a prima vista i pulcini ammassati nel capannone gli paiono tutti uguali. Stanno lì, storditi, sotto le impassibili luci artificiali. Solo quando i suoi occhi si abituano a distinguere in quella massa di animali, si accorge della quantità sconcertante di pulcini deformi, disidratati, coperti di sangue e di piaghe, e di quelli che giacciono già morti.
La casistica del dolore nell'industria della carne è sterminata e documentata da migliaia di confessioni di lavoratori, materiali video girati in segreto, statistiche di enti governativi. Si va dai milioni di polli che finiscono vivi nelle vasche di scottatura ai bovini che, per la stessa incuria nella catena di lavoro, finiscono scuoiati mentre sono ancora coscienti. Ci sono animali storditi apposta in modo blando, in modo che il cuore stia ancora pompando quando vengono sgozzati e il dissanguamento sia più veloce. Quantità impressionanti di volatili con fratture alle ossa per le procedure con cui vengono trasportati. Becchi tagliati, code mozzate, denti tranciati, maialini castrati, il tutto senza anestesia. Reclusione e assenza di movimento che provocano problemi ossei, deformità e pazzia, animali che si strofinano contro le sbarre fino a coprirsi di piaghe infette.
Ci sono poi le sevizie praticate da lavoratori frustrati e sottopagati: maiali gettati ad annegare nelle paludi dei liquami, scrofe gravide bastonate, volatili schiacciati sotto i piedi e sbattuti contro il muro, sigarette spente addosso agli animali, percosse con martelli, pungoli elettrici nell'ano, il tutto nell'indifferenza dei superiori. Non casi isolati ma fenomeni così estesi da costituire la norma.
Senza contare il bombardamento di antibiotici, ormoni e altre medicine per sostituire la totale assenza di ambiente naturale; le manipolazioni genetiche che fanno nascere animali-mostri, incapaci di sopravvivere oltre la propria adolescenza, sempre più deformi e vittime di sofferenze congenite. Nascere nel dolore, vivere nel dolore, morire nel dolore: l'organizzazione sistematica e su larga scala di una simile quantità di dolore non ha precedenti storici. Certo, non si tratta di dolore umano. Ma vogliamo ancora negare, contro ogni evidenza scientifica e di buon senso, che gli animali possano provare sensazioni e avere una vita emotiva?

Gli utilizzatori finali
Mentre il libro di Foer fornisce dati relativi soprattutto alla situazione americana, la realtà europea sembra fornire ufficialmente qualche tutela in più agli animali. Ma è facile comprendere che ovunque miliardi di esseri viventi vengono trattati come oggetti, elementi di una catena di montaggio-smontaggio, prigionieri di un processo tecnico che non li riconosce come viventi, si apre lo spazio per l'atrocità. Dall'altra parte ci sono i consumatori, utilizzatori finali di questa atrocità, felici di non farsi troppe domande su cosa ci sia dietro la carne plastificata, anonima e a poco prezzo che trovano al supermercato.
Come dice a Foer un allevatore tradizionale, che tenta di combattere i sistemi dell'allevamento industriale: «Gli animali hanno pagato caro il nostro desiderio di avere tutto in qualunque momento a un prezzo irrisorio». Mentre la nonna di Foer, ebrea scappata attraverso l'Europa ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, ricorda al nipote che è assai pericoloso mangiare senza riconoscere il proprio cibo. Pur ridotta alla fame lei rifiutò, per tradizione kosher, di mangiare maiale: «Se niente importa, non c'è più niente da salvare».

di Marco Mancassola

15/05/09

LA BELLEZZA DELLA NATURA... cosa significhi essere amati

Immanuel Kant: "Chi è crudele verso gli animali è altrettanto insensibile verso gli uomini". Arthur Schopenhauer: "Chi è crudele nei confronti degli animali come può essere una buona persona? Chi non ha posseduto un cane non può sapere cosa significhi essere amati".

08/05/09

La verità sull'influenza suina

Avaaz.org - The World in Action
sono sempre più evidenti i collegamenti tra le aziende agricole e l'influenza suina spesso sporche, pericolose e disumane. Firma la petizione diretta all'OMS e alla FAO affinché indaghino e regolamentino queste minacce alla nostra salute:

Sign the Petition!
Nessuno ancora sa se l'influenza suina l'influenza suina diventerà una pandemia globale, tuttavia è sempre più chiara la sua origine – quasi certamente da una grande azienda suinicolagestita da una multinazionale statunitense a Veracruz, in Messico.

Queste aziende agricole sono deplorevoli e pericolose, e si stanno moltiplicando a vista d'occhio. Migliaia di suini sono brutalmente stipati in sudicie porcilaie in cui vengono spruzzati cocktail di farmaci - il che rappresenta un rischio sanitario non solo per il nostro cibo -- i maiali stessi e i loro letamai costituiscono l'ambiente ideale per lo sviluppo di nuovi virus come quello dell'influenza suina. L'OMS e la FAO hanno il dovere di indagare e regolamentare queste aziende agricole per proteggere la salute pubblica.

Le grandi imprese del settore agroindustriale faranno di tutto per opporsi a tentativi di riforma, perciò abbiamo bisogno di una protesta massiccia che non possa essere ignorata dalle autorità sanitarie.Firma la petizione qui sotto e spargi la voce tra i tuoi amici e familiari noi la consegneremo alle agenzie dell'ONU. Se raggiungiamo 200.000 firme la consegneremo all'OMS a Ginevra con una mandria di maiali di cartone. Ogni mille firme aggiungeremo un maiale di cartone alla mandria:

http://www.avaaz.org/it/swine_flu_pandemic

La scorsa settimana non abbiamo parlato d'altro oltre l'influenza -- il Messico si è quasi paralizzato, e in tutto il mondo i leader di molti paesi hanno fermato i voli aerei, sono state bandite le importazioni di carni suine, e sono state prese misure drastiche col fine di mitigare la diffusione del virus. Ora che la minaccia sembra placarsi, rimane da scoprire dove si è originata e come poterla fermare nel caso si ripresenti.

La Smithfield Corporation, la più grande azienda suinicola del mondo, ora indagata come possibile origine della diffusione dell'H1N1 , nega qualsiasi collegamento tra i propri suini e l'influenza; inoltre le grandi imprese del settore agroindustriale investono ingenti somme di denaro nella ricerca per poter affermare che la sicurezza ambientale è garantita nella produzione industriale dei suini. Tuttavia sono anni che l'OMS dichiara che una nuova pandemia sarà inevitabile e gli esperti della Commissione Europea e della FAO hanno anticipato che il rapido passaggio dalle piccole aziende alle grandi industrie suinicole ha incrementato il rischio di sviluppo e trasmissione delle malattie epidemiche. Gli scienziati dei centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie dichiarano di non conoscere al momento gli effetti che queste aree infette potrebbero avere sulla salute umana.

Sono numerosi gli studi circa le condizioni raccapriccianti nelle quali versano i suini allevati in larga scala, e circa il devastante impatto economico che ciò provoca sui piccoli allevatori. La stessa Smithfield è stata precedentemente multata per 12.6 milioni di dollari e attualmente si trova sotto inchiesta federalenegli USA per danni ambientali derivanti dai liquami degli escrementi suini.

Nonostante queste prove schiaccianti, la combinazione tra l'incremento nel consumo di carne e una potente industria alimentata dal profitto scapito della salute umana fa sì che invece di essere chiuse - queste disgustose aziende agricole si stanno spargendo nel mondo senza che nessuno le fermi. Sulla scia della minaccia dell'influenza suina, facciamo in modo che le grandi industrie suinicole si prendano le proprie responsabilità. Firma la petizione in favore delle indagini e della regolamentazione:

http://www.avaaz.org/it/swine_flu_pandemic

Se fermiamo strenuamente questa crisi sanitaria globale ristabilendo il consumo e la produzione del cibo e richiediamo urgentemente un'inchiesta circa l'impatto delle aziende agricole sulla salute umana, potremmo regolamentare seriamente le pratiche agricole col fine di salvare la popolazione mondiale da potenziali pandemie originate dagli animali.

http://www.avaaz.org/it/swine_flu_pandemic

Con speranza,

Alice, Pascal, Graziela, Paul, Brett, Ben, Ricken, Iain, Paula, Luis, Raj, Margaret, Taren e tutto il team di Avaaz e si associa CultCorner.info & l'Associazione Culturale PropitQmò.

Fonti:
http://titolando.wordpress.com/2009/04/27/febbre-suina-i-giornali-parlavano-di-pandemia-gia-dal-1999/

http://www.nutritionecology.org/it/panel3/intro.html

Impatto economico dell'influenza suina:
http://www.internazionale.it/valigia/articolo.php?id=22399

Una potenziale pandemia:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/3656540

07/03/09

Il disegno di legge del senatore Franco Orsi: una lista di orrori senza fine.

"Il disegno di legge del senatore Franco Orsi: una lista di orrori senza fine.
Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi.
Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze.
La legge 157/1992, l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Ecco la lista degli orrori:
- Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!
- Scompare la definizione di specie superprotette. Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.
- Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione. Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.
- Totale liberalizzazione dei richiami vivi! Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti! Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi.
- 700 mila imbalsamatori. I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?
- Mortificata la ricerca scientifica. L’Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria. Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.
- Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili. Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette! Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale! Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!
- Licenza di caccia a 16 anni. Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!
- Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera! Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”. Un vero e proprio Far West naturalistico.
- Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili. Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!
- Caccia con neve e ghiaccio. Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.
Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli! Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!
- Ridotta la vigilanza venatoria. Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
- Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale. Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa
Diffondete questo documento, iscrivetevi alle liste in difesa degli animali selvatici che stanno nascendo sui blog, su Facebook.
Evitiamo che l’Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la nostra vita."
Testo disegno di legge Franco Orsi (PDL) confrontato con la legge esistente, dal sito della LIPU

1. Contattate i componenti della Commissione Territorio e Ambiente del Senato che devono discutere la legge Orsi.
2. Inviate una mail con la vostra opinione e/o suggerimenti sulla legge a Franco Orsi

3. Partecipate al gruppo su Facebook

TUTTA LA PUNTATA -di tv.repubblica: in studio, Antonio Morabito (Legambiente).
Al telefono, Franco Orsi (senatore Pdl). Conduce Antonio Cianciullo

24/02/09

L'Atlante per l'ambiente - Analisi e soluzioni

Ho acquistato online questa importante pubblicazione "L'Atlante per l'Ambiente" Le Monde Diplomatique / Il manifesto al modico prezzo di €uro 8,00, soldi spesi bene, con spedizione Postale gratuita!

"La pubblicazione è costituita da agili testi inediti di approfondimento, a firma dei maggiori esperti, accompagnati da 150 carte e grafici dedicati ai grandi problemi dell’ecologia.
Un’articolata riflessione collettiva introdotta da Ignacio Ramonet e coordinata da Dominique Vidal, Philippe Bovet, Agnes Sinai e Philippe Rekacewicz, responsabile dell’equipe dei cartografi.

L'Atlante per l'Ambiente. Analisi e soluzioni. 96 pp., 150 cartine e grafici."

Lo consiglierei a tutti gli insegnanti delle scuole, utile per informare con grande cognizione causa, gli studenti della reale situazione della nostra terra, per istruirli e indirizzarli ad una vita migliore ed alla cultura del rispetto personale ed ambientale; lo consiglierei a tutti quelli che sono incazzati neri col mondo per come và, per creare coscienza, perchè i media ne parlano così poco, lo consiglierei da usare come manuale di difesa!

Dopo un'interessante introduzione di Ignacio Ramonet direttore di Le Monde diplomatique con Paura e profitti, la pubblicazione si articola in due sezioni:
1| Ciò che minaccia il mondo
2| Ciò che può salvare il pianeta
aiutano a comprendere i pericoli che incombono sull’umanità nel XXI secolo:
il vuoto giuridico internazionale sulle responsabilità delle imprese nei disastri ambientali; le cause e gli effetti dell’incontrollabile sconvolgimento del clima; l’impatto delle catastrofi naturali e di quelle ecologiche sull’ambiente e sulla diversa qualità di vita delle persone, nel Nord e nel Sud del pianeta.
E servono a individuare le poche cose che si possono fare subito, per proteggere l’ambiente dagli appetiti neoliberisti, rispettandolo in quanto bene comune.

13/09/08

ChineseFurFarms - Filmato durissimo del massacro: "pellicciai cinesi crudeli boia"

:Ciao...
Guarda anche solo x un minuto questo filmato Perchè si spiega da solo ;
E dopo.....
Forse non ti comporterai come se non avessi visto niente...
La tua coscienza potrà davvero permettere che continui tutto questo senza far niente???
Il filmato è veramente Duro e Crudele ...io non riesco a guardarlo tutto...
Ti prego di guardarne anche solo un minuto però....
(NON é UNA STRONZATA!)
http://www.furisdead.com/feat/ChineseFurFarms/
Se quello che hai visto ti ha sconvolto come ha sconvolto me ...ti prego di inviare la mail ai tuoi contatti....; IN MODO CHE TUTTI POSSANO LEGGERE CORRETTAMENTE ;
NE FACCIAMO GIRARE TANTE...MA QUESTA DAVVERO NON LA SI PUò IGNORARE....DIMOSTRIAMO DI AVERE ANCORA 1 BRICIOLO DI CUORE E UMANITà.
NN FATELO X VOI STESSI MA FATELO X LORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

QUANDO LA LISTA AVRA' 500 FIRME PER FAVORE INVIALA A : PETA2@peta.org
Grazie di cuore
Lista:
000. Marco Londero, 33030 Majano (UD) Italy www.cultcorner.info
001.
002.

003.
...


Pledge to go fur-free at PETA.org.

Copia il testo ed incollalo ad una mail che invierai ai tuoi contatti (aggiungerai il tuo nome sotto il mio al 001. ....)


Chained Dogs