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12/05/10

Bella Italia ...

L'Italia che cambia, esempio mondiale d'onestà e correttezza e rispetto per i lavoratori ed immigrati, dove i politici e parlamentari e scassacazzi vari si riducono gli stipendi, che ora, a seconda delle cariche, vanno dai 1200 Euro ad un massimo di 8000 per le massime cariche; vendute 500.000 auto blu ai cinesi ad una media di 10.000 Euro caduna per un incasso complessivo di Euro 50.000.000.000! Gli aiutisti delle autoblu si riteovano ora molto più avantaggiati dei "normali" cassaintegrati/mobilitati/disoccupati, perchè con il pensionamento anticipato, possono comprarsi un pezzo di terra e qualche capra da allevare e sostenersi in vita sana in qualche terreno sequestrato alla mafia.
Annullati i progetti Tav e ponte sullo stretto e reinvestiti i denari per mettere in sicurezza i territori disastrati e deturpati come quelli della Calabria e Sicilia, purificati tutti i mari e spiagge dell'Italia dai rifiuti tossici, annullati i progetti nucleari ed investiti i denari in energia pulita ed ora come d'incanto, con questi nuovi progetti sono stati creati 3.000.000 nuovi posti di lavoro. Rallentati i tempi di produzione alimentare, ora sana con progetti di degressione puntati all'allevamento e coltivazione di prodotti biologici.
Nessuno paga più l'acqua, l'aria che respira è sana ed i nostri figli hanno l'istruzione garantita e gratuita.
I centri commerciali trasformati i centri di scambio merci equosolidali. Con la totale responsabilizzazione della popolazione si sono svuotate le carceri per far spazio a mafiosi ealtri delinquenti asociali incalliti che però saranno impiegati in campi di lavoro sociale per un'eventuale futura re-integrazione...
Ma allora l'Italia è diventata una società onesta e comunista?
No cazzo! era solo un altro dei miei sogni impossibili!
Peccato! stavo già meglio e più sereno, meglio tornare a dormire? No!
Raconterò a tutti questo mio sogno perchè credo sia possibile quando tutti si sveglieranno dal rincoglionimento autodistruttivo manovrato da chi ci governa, per sottometterci, per i propri porci comodi ...
Ma, scusate! il fascismo! non era fuori legge? (ma questo è un altro discorso)

12/03/10

Chi profitta della crisi

Aspettando il Grecale - di Galapagos

Ieri in Grecia, oggi in Italia: milioni di lavoratori stanno scendendo nelle piazze chiedendo una politica economica diversa che faccia pagare la crisi soprattutto a chi con la crisi si è arricchito tanto. Come ci ha fatto sapere ieri la rivista Forbes (edita dal miliardario Steve Forbes) lo scorso anno i miliardari (con patrimonio superiore al miliardo) sono aumentati di oltre il 20%: da 793 a 1001. E tutti insieme posseggono una fortuna di 3.600 miliardi (quasi il doppio del PIL italiano) il 30% in più dell'anno precedente: Per loro la crisi è stata una benedizione.
Ma come è possibile arricchirsi in un anno di crisi nel quale il Pil mondiale è diminuito di quasi il 4%?
Semplice: facendola pagare ai lavoratori, riducendo ulteriormente la loro quota nella distribuzione dei redditi. Al tempo stesso proteggendo le enormi ricchezze depositate nelle banche, evitando di far fallire le banche. E stiamo parlando di "sussidi" per migliaia di dollari. Il tutto in base al principio che il capitale finanziario non può essere fatto fallire perché tutto il sistema economico gli crollerebbe dietro. Forse. Ma il risultato è evidente: decine di milioni di lavoratorihanno perso il posto di lavoro e il tasso di disoccupazione sfiora il 10%: Senza contare, come sostengono le Nazioni Unite, che il livello di povertà sta costringendo alla fame centinaia di milioni di persone. Nei paesi "arretrati", ma anche nel cuore dell'impero. E la crisi morde in profondità senza differenze nei paesi nei quali la flessibilità era massima (Stati Uniti e Spagna, tanto per fare un paio di esempi) e dove le garanzie per i lavoratori "erano" un pò più serie. Come in Italia. Erano, perché ora anche in Italia il lavoratore non ha più protezione: con l'abolizione di fatto dell'articolo "18" il capitale anche da noi ha ripreso il coltello dalla parte del manico, pronto a pugnalare.
La Cgil che oggi scende in piazza (in maniera un pò sfrangiata e dando l'impressione di aver indetto lo sciopero di 4 ore solo per problemi di rapporti interni) ha posto al primo punto proprio lo smantellamento dell'articolo 18. Purtroppolo fa tardivamente: la mobilitazione andava fatta prima che il parlamento approvasse il progetto degli ex (tanto ex) socialiti Brunetta e Sacconi. Lo sciopero è stato proclamato anche per la difesa della democrazia, del potere d'acquisto dei lavoratori e dei pensionati e per la creazione di posti di lavoro. Il governo che due anni fa aveva lanciato l'elemosina della social card, ieri ha fatto di peggio: ha stanziato 300 milioni di euro per incentivare la ripresa dei consumi. Ogni italiano in media potrà ricevere 5 euro, ogni famiglia 15. Statistiche "false", ma che assumono significato quando si scopre che gli incentivi sono destinati anche per l'acquisto di motori per la nautica da diporto. Immaginiamo la fila di cassaintegrati Fiat o dei lavoratori Eutelia o dei piccoli imprenditori che fanno a pugni per gli incentivi!
Ma non è finita: ieri la Bce ci ha detto che la ripresa è lenta e la creazione di nuovi posti di lavoro è rinviata al fututo. Poi ha lanciato un avvertimento ai governi: preparatevi a un "exit Strategy", cioè a ridurre i deficit di bilancio provocati dalla crisi. Visto che il 90% degli aiuti è finito in mani ricche, l'avvertimento potrebbe sembrare buono. ma non è così: quando gli "gnomi" di Francoforte parlano lo fanno a senso unico. Il loro modello sono i provvedimenti greci: il blocco delle pensioni, la riduzione dei salari. In più, privatizzazioni e flessibilità. Il dramma è che molti sono convinti che Menenio Agrippa col suo "apologo" avesse ragione e che un mondo diverso non è possibile: gli schiavi debbono rimanere schiavi e i padroni, padroni per sempre.

03/03/10

PROIBIZIONISMO E CAPITALISMO

Negli ultimi tempi, dopo la ormai famosa intervista rilasciata dal cantante Morgan, i mezzi di comunicazione di massa hanno riportato alla ribalta nazionale il tema della droga. L’impostazione data alla discussione nei salotti televisivi è, come sempre, distorta, mistificante e strumentale. Evidentemente si intende avallare la linea legislativa di segno proibizionista adottata dal governo in carica, ma rispondente ad un orientamento molto diffuso e trasversale agli schieramenti politici parlamentari. Una linea che fa capo ad una legge che reca i nomi degli onorevoli Fini e Giovanardi, il cui intento dichiarato sin dall’inizio è quello di colpevolizzare i tossicomani, giudicati alla stregua di criminali spacciatori, cancellando quindi la “liceità” del consumo personale.

Come argomentano i sostenitori della legislazione vigente, la gravità della situazione sarebbe causata dal “permissivismo” contenuto nell’idea di “modica quantità”, un concetto avvalorato e incoraggiato dall’affermazione della cosiddetta “cultura della droga” riconducibile alle “culture alternative” o “controculture” diffuse ed egemoni negli anni ’60 e ‘70. In effetti questo è il ragionamento, assai rozzo e semplicistico, seguito dai fautori della legge. Invece, è un dato incontestabile che la causa reale dei crimini abitualmente perpetrati nelle aree urbane più degradate, ad esempio i reati commessi dai tossicomani più giovani, risieda nell’esatto contrario del permissivismo, vale a dire in quel regime proibizionista che di fatto determina in modo decisivo l’intera questione. Un regime che la legge Fini/Giovanardi ha reso più crudo, criminalizzando non solo le abitudini di milioni di consumatori di droghe leggere, ma penalizzando anche altri comportamenti, fino a violare e calpestare alcuni diritti sanciti dalla Costituzione.

Le misure draconiane previste dalla legge vigente mirano a reprimere il diritto allo “sballo”, ma non ne eliminano le cause effettive, nella misura in cui le ragioni del disagio e dell’alienazione giovanile nelle droghe sono di natura sociale, esistenziale, psicologica, culturale, ma non certo giuridica. Inoltre, le norme punitive investono solo i piccoli spacciatori, ossia gli abituali consumatori di sostanze narcotiche. Mi permetto di aggiungere che la nozione di "disagio giovanile" è fuorviante in quanto il disagio non è legato ad una condizione anagrafica. E’ invece più corretto parlare di "disagio sociale", benché il malessere investa soprattutto le "categorie" dei giovani e degli anziani, cioè le fasce più indifese della società, più esposte alle avversità, anzitutto materiali, che l'esistenza quotidiana oppone agli esseri umani senza alcuna speranza di superamento.

Tale disegno politico cela una perversa volontà di esasperare il fenomeno della violenza urbana, specialmente di quella minorile. L’esperienza storica ha dimostrato che l’imbarbarimento di una già ferrea disciplina repressiva non fa altro che scatenare l’effetto contrario, generando fenomeni di recrudescenza e l’aumento della rabbia, del malessere e della disperazione. Il problema delle tossicodipendenze non è una questione di ordine pubblico, benché come tale viene considerata, rinunciando ad un’analisi razionale del fenomeno e ad una rigorosa prassi politico-sociale, per abdicare a favore dell’azione poliziesca ed invocare una crescente militarizzazione del territorio.

Tale orientamento, che coincide con lo spirito autoritario e repressivo che non anima solo l’attuale governo, non ha mai debellato o inibito alcuni atteggiamenti considerati "devianti", ma al contrario li ha incentivati ed esasperati. È indubbio che alcune sostanze, come le cosiddette "droghe pesanti", siano letali, per cui chi ne abusa rischia la morte, ma è altrettanto evidente che la pericolosità di tali droghe, proprio in quanto proibite, rischia di essere accentuata. Del resto, qualsiasi comportamento che produca effetti nocivi per la salute psicofisica delle persone (si pensi all’abuso di psicofarmaci e superalcolici o all’assunzione abituale di nicotina), nella misura in cui è ridotto ad un problema di ordine pubblico, essendo vietato e perseguito penalmente, potrebbe accrescere il livello della tensione sociale, degenerando in atti criminali condannati alla clandestinità e provocando una crescente e pericolosa spirale di violenza. Tale sistema di legge costituisce un ulteriore segnale che attesta l’involuzione in senso codino e reazionario di una parte notevole della classe dirigente italiana, a cui non corrisponde un pari fenomeno regressivo nella società civile, che in tal modo si discosta e si estrania sempre più dagli ambienti, dagli umori e dai poteri istituzionali del “Palazzo”.

Invece, bisognerebbe affrontare il problema partendo da una riflessione lucida e razionale, libera da condizionamenti di natura emotiva e moralistica. Si tratta di compiere una radicale inversione di rotta rispetto alla linea politica finora seguita. Il problema delle tossicodipendenze non si può fronteggiare usando la forza pubblica o assumendo iniziative di segregazione e colpevolizzazione sociale e morale. Al contrario si deve prendere coscienza della reale natura del problema, dissimulata e mistificata sotto una veste superficiale che viene deformata dalle reazioni più emotive ed irrazionali suscitate dal sistema repressivo vigente. Bisogna rendersi conto della pericolosità sociale delle risposte repressive ed alienanti messe in moto dalla macchina propagandistica del regime proibizionista, che è storicamente e politicamente fallito.

Bisogna rendersi conto che in una società che ormai è diventata di massa, in cui prevalgono tendenze e comportamenti consumistici di massa, è inevitabile che anche il consumo di quelle sostanze definite “droghe” si affermi come abitudine diffusa, anzitutto per un effetto di emulazione e omologazione culturale, cioè in virtù di uno strumento di persuasione assai efficace, comunemente detto “moda”.

In questo ragionamento occupa una posizione centrale il tema della mercificazione del “tempo libero”. La società borghese ha imposto da tempo un’ideologia distorta e mistificante del “tempo libero”, inteso falsamente come una frazione della vita quotidiana libera da impegni di lavoro e di studio, quindi di impegno e lotta politica, da destinare agli svaghi, ai divertimenti, agli “sballi”, alle vacanze, cioè ai consumi economici. Tale mistificazione ideologica è funzionale ad un processo di mercificazione e privatizzazione del “tempo libero” che è un ulteriore momento di alienazione dell’individuo nella fruizione passiva e consumistica di prodotti offerti dall’industria del “tempo libero” e del “divertimento” quali il sesso, la musica, lo sport e le droghe.

Le periodiche campagne mediatiche sulla criminalità e l’ordine pubblico sono ingannevoli e strumentali. Anzitutto si evita accuratamente di analizzare le origini della criminalità comune e di confrontarla con la criminalità delle classi dominanti (guerre, mafia, omicidi bianchi, bancarotta, evasione fiscale, ecc.) che non è mai menzionata dai media ufficiali. Per gli organi di informazione l’unica criminalità esistente è quella dei proletari, degli emarginati, dei migranti. Le classi dominanti mantengono il sistema con la violenza, mediante il monopolio e l’esercizio della forza pubblica, riversando la loro violenza sul proletariato, in particolare sul proletariato giovanile più marginale. Ci troviamo di fronte ad una cinica e perversa opera di criminalizzazione della vita quotidiana, che si avvale di molteplici strumenti economici, sociali, politici, legislativi, tra cui figura anche il regime proibizionista vigente in materia di alcune droghe.

Sul piano economico e politico una sostanza come l’eroina è funzionale ad un sistema retto sul dominio e sulla criminalità di classe. Dal punto di vista economico, benché l’eroinomane non costituisca una forza-lavoro intesa secondo i canoni tradizionali, tuttavia egli, ridotto ad essere uno schiavo della sostanza, un maniaco dipendente, pronto a rubare, spacciare, alimentare il mercato nero, produce reddito illegale in quanto forza-lavoro, come, se non meglio di un lavoratore normale, pretendendo in cambio nessun salario e nessun contratto sindacale. Sul versante politico, gli assuntori di eroina non solo cessano di opporsi attivamente al sistema, ma offrono un terreno fertile per la repressione e la provocazione contro i movimenti giovanili di lotta e di protesta.

Oggi è sempre più impercettibile il confine tra legalità e illegalità, tra economia legale e illegale, tra la cosiddetta “mafia capitalista”, inserita nei circuiti finanziari istituzionali, e la criminalità mafiosa convenzionalmente intesa. Il delitto è assunto al livello della legge e della norma su scala globale. Quella che prima si poteva considerare come una “devianza dalla norma” si è tramutata nel suo esatto contrario, poiché la devianza si è imposta come norma, intendendo per “devianza” soprattutto il delitto, a cominciare dai peggiori crimini commessi dal sistema economico capitalistico a livello planetario.

Concludo avanzando, se possibile, una semplice proposta di buon senso. Sgombrando il campo da ogni luogo comune, come la tesi che equipara le "droghe leggere" a quelle "pesanti", il problema delle tossicodipendenze appare per quello che in effetti è: una questione di ordine educativo e socio-culturale, da un lato, e una grave emergenza sanitaria, dall’altro. Pertanto, credo sia necessario perseguire una triplice finalità:

- promuovere una campagna di controinformazione e sensibilizzazione preventiva per abbattere lo stato di ignoranza che genera pregiudizi e allarmismo sociale;

- avviare alcune iniziative sui territori per metterli in condizione di fronteggiare l’emergenza sanitaria che presuppone l’esistenza di presidi di pronto intervento;

- realizzare una serie di misure e progetti socio-educativi in grado di far fronte al degrado esistente soprattutto in alcune aree sociali metropolitane.

[fonte: http://www.arcoiris.tv articolo di Lucio Garofalo]

15/05/09

LA BELLEZZA DELLA NATURA... cosa significhi essere amati

Immanuel Kant: "Chi è crudele verso gli animali è altrettanto insensibile verso gli uomini". Arthur Schopenhauer: "Chi è crudele nei confronti degli animali come può essere una buona persona? Chi non ha posseduto un cane non può sapere cosa significhi essere amati".

11/04/09

CANTI MIGRANTI

Giunse un torpedone sgangherato che fermò rumorosamente fischiando, come fosse una nave. Nel silenzio del porto il rumore riverberò fin sul mare piatto e chiotto di mistero. Ne discesero un numeroso gruppo di straccioni (così parvero ai pochi presenti), che estrassero dalle fiancate i bagagli. Finita l’operazione la corriera si allontanò e l’ammasso grigio di anime ristette in attesa muta e assorta.

Non passarono due minuti che un altro torpedone scaricò una varietà di grigio più scura ancora, una macchia da potersi definire nera. Questi altri senz’altro più rumorosi, comunque contenuti. Terminata l’attività di scarico, anch’essi sostarono in silenzio.

I rumori stridenti e frammentari del porto echeggiavano come discosti, remoti, con rifrazioni che andavano a frangersi sull’orizzonte minaccioso di nubi e rari guizzi di luci palesanti l’alba.

I due gruppi di migranti si fronteggiavano senza interesse, scrutandosi indolenti e sonnacchiosi in attesa degli imbarchi. Qualcuno sedette sulle valigie, altri iniziarono a conversare e i bambini giocarono a rincorrersi inseguiti dagli sguardi attenti e indulgenti degli adulti. Poche le parole, solo il tacere dell’attesa.

Come per magia dal primo gruppo si levò un canto incomprensibile agli altri. Cominciò un uomo alto che, alzando una mano, invitò gli altri a seguirlo. Parole lente, dal vago significato di preghiera, parole che non ebbero bisogno di traduzione tanto erano intuibili:

“Se tu vens cà sù ta' cretis,
là che lôr mi àn soterât,
al è un splàz plen di stelutis:
dal miò sanc 'l è stât bagnât…”

Cantarono composti e fermi con gli occhi bassi che rialzarono solo alla fine incontrando gli sguardi sorridenti degli altri.

Breve fu il silenzio, finché un altro canto si levò dal secondo gruppo, e anche questo parve a tutti una preghiera, forse ancora più intensa della prima, forse triste, ma che l’impegno e lo slancio del coro resero quasi festoso:

“Vitti ‘na crozza supra ‘nu cannuni,
fui curiusu e ci vozi spiari,
idda m’arrispunniu cu gran duluri,
muriri senza toccu di campani…”

Alla fine ci fu anche un battimani che coinvolse tutti e qualcuno aprì incomprensibili dissertazioni sulla musica dall’una e dall’altra parte.

Poi una giovane donna dall’aria timida e severa attraversò la banchina e senza parole offrì una piccola cesta di limoni ad una vecchia che per accettarla volle il conforto dei compagni. Allora un giovane aprì la valigia e ne estrasse una bottiglia di vino che andò a consegnare.

“Questo vino buono, fatto in casa… in casa, fatto dalla mia famiglia.”

Non seppe se avevano inteso, comunque le mani accolsero il dono e strinsero quelle del giovane. Ci fu un via vai di doni breve e laconico, quasi fossero tutti complici di una stentata rivoluzione culturale.

Un bambino sollevò lo sguardo al genitore:

“Pai, in ce lenghe cjàntino?”

L’uomo sorrise incerto.

“No’ ài capît. ‘O crôt che a’ son taliàns…”
“Taliàns? E parcè no ài capît nùje?”
“E tu? Tu as cjantât par talian? E lôr an capît lis tôs peràules?”

Il piccolo considerò quanto detto dal padre, ma non ne fu soddisfatto, comunque riosservò il gruppo e valutò quanto fossero brutti, come fossero vestiti male e avessero qualcosa di inquietante nei volti… al bambino parvero facce di galera, soprattutto i maschi, con le barbe non rasate e quei coltelli che estraevano per tagliare il pane. Le femmine invece erano solo più… scure (e qualcuna aveva anche la barba) e i bambini più chiassosi. Ma simpatici. Tanto che avrebbe voluto giocarci insieme, ma qualcosa glielo impedì. Sentì che non erano come lui, che forse avrebbe avuto difficoltà a… No, non seppe rispondersi, ma capì che in loro qualcosa non andava.

“Pai, a’ son bruts e plui sporcs di nô.”

L’uomo scrutò con più attenzione la massa umana di fronte.

“No pizzul, a’ son dome pùars.”

Il bambino sorrise e come rivolto al mare si dichiarò felice di non appartenere a quella gente.

“Pai, ‘o sin fortunâs.”

Anche l’uomo sorrise e gli accarezzò il capo.

Dedicato agli intolleranti e ai supponenti...

Rocco Burtone

08/04/09

Altro terremoto, altro scandalo...

Forse i terremoti non sono prevedibili, ma i furti, gli inganni e lo sfruttamento dei disastri ecologici o naturali, quelli si.
Ora potete guardare bene la mappa di pericolosità sismica nella nostra bell'Italia, guardatela bene (ingranditela) e poi intraprendete un viaggio di meditazione su quel che ci viene detto, promesso, garantito dai nostri politici, ma prima vi voglio ricordare la cronologia storica delle tragedie sismiche che ha stravolto la vita di molti in Italia:

Lista di terremoti italiani


puoi leggere anche qui

fatto?
bene, ora provate a pensare a:
  • progetto della costruzione del ponte ad arcata unica sullo stretto di Messina
  • progetto per la costruzione delle centrali nucleari
  • il decreto legge che ridisegna le regole dell'edilizia privata
  • ..e alla PREVENZIONE PORCA PUTTANA!!!



Grazie Beppe!

Vi consiglio di guardare anche:
  1. Abruzzo: mancato allarme e tragedia - Marco Travaglio

  2. Beppe Grillo al Parlamento Europeo (1 aprile 2009)

  3. CENSURATO DALLE TV ITALIANE!GUARDALO TUTTO,ILLUMINANTE!1/5

Non si può continuare a rimandare, nemmeno delegare ai soliti politici
la programmazione del nostro futuro.

14/03/09

Ho fatto un lungo sogno... e sono andato a rubare!


… dove si scopriva che "Il disegno di legge del senatore Franco Orsi "

serviva soprattutto per tenersi buoni i cacciatori ed anzi aumentare il numero (ottime guardie padane), ed incentivare la vendita di armi, favorendo quegli imprenditori che avevano “donato” il voto; un flash del sogno dove entro in armeria: per armarmi anch'io? No!! per acquistare dei costosissimi giubbetti antiproiettile per me e per i miei cani, sì, perché a noi ci garba tantissimo andare a camminare e giocare nei campi, all'aria aperta. Alla cassa la sorpresa quando consegno fiducioso il bancomat: non ho soldi! Sì perché sono già tre o quattro mesi che sono in cassa integrazione, ma non hanno ancora versato i soldi sul conto; ok niente giubbetti cari amici cani, vuol dire che ce ne staremo barricati in casa! Anzi ora devo vedere se trovo qualche lavoretto in nero, così, per poter sopravvivere, faccio un paio di telefonate e vedrete che combino... cazzo non ho credito sul cellulare! L'auto? Siii ! E la benza? .. intanto con senso di sconfitta me ne torno a casa, oh! Ma quanta posta! 4 bollette, tre solleciti di pagamenti e... LO SFRATTO! È chiaro, me l'aspettavo, se non lavoro, come faccio a pagar l'affitto?

Ed il sogno cambia episodio:

sono dentro un cartone, impaurito, i miei cani abbaiamo impauriti anche loro, la barba incolta e lurida mi prude, ma dove sono? Che ci faccio lì in un cartone sotto un ponte? Perché ho paura? Vedo quel SUV nero, scendono dei ragazzi con dei bastoni! I cani urlano! Io sono impietrito, qui finisce male, non ho nemmeno la forza di scappare, ma per mia fortuna se la prendono con quel ragazzo che poco prima m'ha regalato una sigaretta, un cinque euro ed un sacchetto di pane vecchio, ma buono, quel caro ragazzo che non ha fatto nulla di male, dai modi gentili, anche un po' effeminato, ma per me non fa differenza, perché è una brava persona, che ci aiuta a tirar avanti donandoci quel che può ed ora è a terra e non riesce a parare tutti quei colpi inferti con inaudita violenza da quei ragazzi senza volto, vestiti di nero ed io che non riesco a fare nulla e penso, poi toccherà a me?

Toccherà a me ma nel sogno mi salvo, perché l'episodio cambia, ma il sollievo dura poco, ora sono in corteo insieme a tanti operai, studenti, vecchi, bambini, ci sono famiglie al completo, tutti uniti per protestare, bandiere colorate di pace e rosse di protesta, i cori, i tamburi, gli striscioni, ora ve ne leggo qualcuno... ma non faccio in tempo perché c'è la carica della polizia! Ma che fate? E' un corteo di protesta popolare, non vedete? Non capite? Siamo gente come voi e lo facciamo anche per voi! Anche voi siete scontenti e sottopagati... ma non riesco a finire il pensiero che mi trovo davanti un agente in assetto antisommossa che mi prende per il collo della giacca e prima di colpirmi, mi dice: “mi dispiace Marco” e giù!

Ora sono sveglio, non ho nemmeno sentito il colpo, ma ora sento l'angoscia! Anche questa è violenza, come è violenza quotidiana sentire e leggere di quante famiglie si riducono alla fame per aver perso il lavoro prima e poi la casa e la dignità. La sofferenza di pensare a quale futuro dei figli, dei nipoti e mi viene da pensare che questa situazione non è molto chiara a tutti, ma solo ad una minoranza e ora c'è anche la maggioranza che vuole infierire col colpo finale: vuole costruire le centrali nucleari!!!! Sicuramente sarà un business molto proficuo per le loro tasche in cambio della forse così non più lenta autodistruzione del pianeta; e poi perché autodistruzione? Io non lo voglio, allora questo è assassinio! Stanno assassinando la democrazia ed il pianeta! Che ore sono? Quasi le dieci? Ora penso che molti di questi Signori che allegramente decidono per la nostra morte e per quella dei loro figli, per la morte della dignità della gente onesta, ora, si stanno avviando con la famiglia riunita dentro il SUV, alla Santa Messa,

amen

Solidarietà ai compagni della Comedil-Terex: guardate bene questo video, per capire bene come stanno andando le cose: questa è la realtà e non quella che ci viene propinquata ogni strafottuto giorno sui giornali e televisione di regime! SVEGLIA CAZZO!!! SVEGLIATETEVI TUTTI!!!




07/01/09

Gaza / Italia e la lotta per la liberazione - 25 aprile!!!

ALLORA MIO PADRE ERA UN TERRORISTA! guerra di liberazione partigiana (poco più di sessantanni fa)

GAZA: 60 anni di OCCUPAZIONE!!!
60 anni di lotta e compromessi e promesse mai mantenute da parte NOSTRA! Si, perché NOI [occidente] siamo complici dei CAPI Israeliani e dei Governi che SEMPRE hanno sostenuto la loro causa di OCCUPAZIONE e violazione dei diritti umani, sbandierando continuamente, facendosi scudo con lo STERMINIO NAZISTA nei confronti del POPOLO EBREO!
Basta! non serve sprecare altro fiato e mi sento solo di dire che ognuno di noi sarà RESPONSABILE DI QUESTO MASSACRO e che OGNUNO DI NOI DEVE ORA PRENDERE POSIZIONE su questa SPORCA GUERRA ( di sterminio da parte di Israele) (partigiana, da parte dei PALESTINESI)

.. mio padre é stato partigiano, non c'é più ora... ma so che non é felice........

Gaza/Italy and the struggle for liberation - april the 25th!!!

THEN MY FATHER WAS A TERRORIST!
partisan war for liberation (few more than sixty years ago)

OCCUPATION!!!
60 years of fighting and compromise and promises WE never kept!
that's so because WE (the West) are partner in crime with the Israeli LEADERS and the Governments that have been claiming their OCCUPATION and VIOLATION OF HUMAN RIGHTS campaign since ever, nonstop touting and shielding themselves behind the NAZI EXTERMINATION against the JEWISH PEOPLE

THAT IS ENOUGH! ain't no use in spreading more words, I say but EACH OF US will be RESPONSIBLE FOR THIS SLAUGTHER and EACH OF US MUST TAKE A STAND NOW on this FILTHY WAR (of extermination from Israel) (partisan from the Palestinians)

...my father was a partisan, now he is no more...but I know he's not happy...

05/12/08

PEACE by the Luminaries


At a time when people are looking for a different kind of hope in the world, the Luminaries have chosen to come together to be the example of those who find hope in themselves. "Peace Worldwide Starts From Inside." brought these 10 rare individuals together to promote peace and exemplify what it means to walk in that light.
Just this summer, on July 29th, the Luminaries began recording their first single "Peace".The plan was to submit it to the Elevate Film Festival by the mid August deadline. That very same day,while still in the recording studio, an earthquake measuring 5.4 rocked Los Angeles. The group took this as a sign of good fortune and a metaphor for peace: from chaos comes creation,so the saying goes.

The next day the Luminaries had a photo shoot in Malibu, CA. It meant a one and a half mile hike to the location. As the group headed out on the walk Elevate Films called:They wanted to make a video.Unexpectedly they found themselves invited to the festival before they had officially submitted work. The video was shot in a day on September 25th, edited within two days, and premiered at the Nokia Theater in Los Angles in front of 6,000 people. The video won best editing and is currently in the process of being released in all the major media outlets worldwide.

Luminaries are on a mission for Peace, and through the efforts of conscious supporters, wish to share their gifts with the world.

READ MORE......

02/11/08

Abilità nella costruzione della menzogna e della calunnia.

.... pensieri ...
"Quando emerge la consapevolezza di assistere alle gravi crisi all’interno della nazione e che le guerre in medio oriente fanno parte di una trasformazione profonda non solo della politica americana, ma anche qui da noi e dell’intero ordine mondiale, quando la stragrande maggioranza dei giornalisti non ne parlano perché costretti o volutamente complici del 'sistema' , giornalisti (perché chiamarli così!) privi di ideali, che non vogliono far sapere, per non danneggiare i loro padroni, allora si può benissimo parlare di Politica – Menzogna, e si potrebbero portare alla luce le migliaia di analisi fatte "dai pochi" sulle menzogne propagandistiche fabbricate negli ultimi anni e che continuiamo ad assistere giornalmente vomitate attraverso i media di proprietà dell'amministrazione governativa che, senza remore, riflette con tono tagliente e beffardo l'ostinata volontà di manipolare i dati che attestano le reali dimensioni dei disastri sociali che giorno per giorno stanno loro stessi creando anche attraverso i finanziamenti a se stessi e alle banche e con emendamenti assurdi che di certo non giovano alla nostra società. Lo scopo di queste menzogne, per giunta, non sono certo per vincere le le elezioni visto che al governo già ci sono, ma per procurarsi il consenso dell'opinione pubblica e salvare la faccia, per continuare con gli inganni e far credere ad un immagine di (quasi) superpotenza affiancata e complice fedele degli USA, per far credere che siamo (che sono) nel giusto più assoluto ed aggiungerei ora che chi non è d'accordo è un 'fuorilegge'.

Il vero scandalo quindi, secondo me, è che quella coltre di falsità sia stata ideata e costruita a tavolino pezzo per pezzo, strato su strato, con la precisa intenzione di trascurare i fatti. E, per giunta, non in nome della salvaguardia degli interessi del popolo, ma soltanto per salvare le apparenze.

La politica, nel mio pensiero, è l’ambito in cui le persone agiscono insieme ed è - o almeno dovrebbe essere – l’unico campo in cui gli uomini possono essere veramente liberi, perché la libertà deriva direttamente dall’azione. Ma l’azione ha notevoli affinità con la menzogna, perché entrambe presuppongono una relativa libertà dalle circostanze nelle quali viviamo, e scaturiscono dalla stessa facoltà, l’immaginazione. Una caratteristica dell’azione umana è la capacità di dare sempre inizio a qualcosa di nuovo, ma ciò non significa che si cominci ogni volta ab ovo (dall'inizio), creando ex nihilo (Dal nulla non proviene nulla ). Per fare posto all’azione, qualcosa che prima era presente deve essere rimosso o distrutto, e le cose mutano rispetto a come erano prima. Un tale cambiamento sarebbe impossibile se non fossimo in grado di astrarci mentalmente dal luogo in cui ci troviamo e di immaginare che le cose potrebbero essere diverse da come in effetti sono.

Dunque, tra azione politica e menzogna si prospettano delle connessioni che sembrano confermare tale compatibilità. La menzogna può apparire addirittura utile alla politica: infatti, se dallo scontro tra verità e politica emerge la naturale antipoliticità della prima, la menzogna, negando la verità, non fa che facilitare l’agire politico eliminando un ostacolo fastidioso. Del resto, nessuno ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto cattivi l’una con l’altra e nessuno, che io sappia, ha mai annoverato la sincerità tra le virtù politiche. Le menzogne sono sempre state considerate dei necessari e legittimi strumenti non solo del mestiere del politico o del demagogo, ma anche di quello dello statista. Non posso quindi che constatare come l’origine della menzogna, nella politica come nella vita, stia nel carattere contingente dei fatti, nella loro intrinseca fragilità, che permette di negarli proprio grazie all’immaginazione. Per cui le verità fattuali non sono necessariamente vere nel senso in cui è necessario che due più due faccia quattro. I fatti possono essere deformati da testimoni infedeli, o manipolati allo scopo di affermare qualche interesse. Si può ingannare e si può finire con l'auto ingannarsi ingannando. Questo succede ora ai problem solver, gli esperti – tecnici governativi, che a poco a poco hanno messo in piedi questo processo irreversibile di educazione alla sottomissione popolare, vivendo in un mondo defattualizzato, sì, ma sono talmente sicuri di se stessi che le loro certezze non hanno bisogno dell’autoinganno per resistere ai frequenti errori di giudizio. Infatti, più che giudicare, come dovrebbero fare gli esseri umani, procedono basandosi esclusivamente sui calcoli, ragionando come computer. Manipolano le informazioni fornite dal lavoro di intelligence sul 'campo' come fossero mere opinioni, perché la sola verità in cui credono è quella razionale delle probabilità, dei numeri e delle percentuali, e – ormai incapaci di distinguere il vero dal falso - trattano le loro teorie e le loro ipotesi come se fossero realtà, sostituendo, attraverso la menzogna sistematica, un vero e proprio mondo fittizio a quello reale. Ovviamente, però, la logica matematica è del tutto inutile per risolvere davvero i problemi in questione.

Intravedo dietro questo processo di falsificazione l’ombra del totalitarismo, con la sua costitutiva tecnica di rimozione dei dati di fatto ritenuti scomodi. Un totalitarismo senza dubbio ben diverso da quelli di matrice nazista, fascista o stalinista che molti hanno già analizzato, ma che anche in una democrazia moderna e avanzata potrebbe ancora riprendere corpo dalle ceneri del dominio totale, da quelle ceneri che non sono state spazzate via completamente dalla scena politica con la sconfitta storica dei regimi degli anni Trenta.

Il mio pensiero corre ora automaticamente alla guerra in Iraq, anche se indubbiamente ci sono differenze notevoli tra come si è mentito a proposito del Vietnam e a proposito dell’Iraq, perché se, a mio avviso, allora, nessuna finzione poteva essere tanto grande da occultare totalmente la realtà, ai nostri giorni abbiamo le prove che è vero l’esatto contrario, e cioè che le finzioni mediatiche hanno realmente efficacia politica. Non era vero che l’Iraq era in possesso di armi di distruzione di massa, come non era vero che Saddam Hussein aveva rapporti con Bin Laden. E se ci vollero anni per mettere completamente a nudo il complesso di menzogne montato ai tempi del Vietnam, nel caso iracheno sono stati sufficienti pochi mesi. Infatti, già nel 2003, Paul Wolfowitz – all’epoca vicesegretario alla Difesa, oggi presidente della Banca Mondiale – ammetteva che l’esistenza delle armi di distruzione di massa, lungi da essere la principale motivazione della guerra, serviva soltanto a mettere d’accordo tutti. Del resto era stato sempre lo stesso Wolfowitz, pochi giorni dopo l’attacco al World Trade Center, a dire a Bush che a quel punto c’erano buone chance di occuparsi dell’Iraq. Non va dimenticato, infatti, che il sostegno dell’opinione pubblica americana alla guerra è stato ottenuto più con il paziente lavoro dell’Ufficio di pianificazione speciale del Pentagono (OSP) che grazie alla chiarezza delle argomentazioni del Presidente. Creato dopo l’11 settembre 2001, questo piccolo gruppo di consiglieri, collegati direttamente a Wolfowitz, aveva il compito di influenzare le decisioni della Casa Bianca nei confronti dell’Iraq e di influenzare per l’appunto l’opinione pubblica. La missione dell’ufficio speciale era quella di fornire a Rumsfeld e Wolfowitz gli elementi di appoggio per sostenere le loro accuse di fronte a Bush. Per raggiungere lo scopo, questi analisti – e qui il parallelismo con i problem solver di cui parlavo prima, è lampante - contraddicevano sistematicamente alcuni servizi segreti americani, i cui esperti si mostravano in privato ben più scettici sull’esistenza del presunto arsenale di Baghdad e sugli eventuali legami del regime con Al Qaida. L’abilità dell’ufficio consisteva nel presentare ipotesi, supposizioni e illazioni come fatti verificati, procedendo secondo il principio che tutto ciò che non è provato potrebbe essere vero.

Il dato più sconcertante è che, anche se le menzogne sulle armi di distruzione di massa sono state svelate, ciò non ha portato alla resa dell’amministrazione Bush. Come mai? Fra le risposte possibili ce n’è anche una di ordine filosofico, particolarmente rilevante ai fini della nostra argomentazione: buona parte dei neoconservatori dell’amministrazione Bush – tra cui lo stesso Wolfowitz - sono allievi di Leo Strauss (1899-1973), filosofo ebreo tedesco vissuto per molti anni in America, discepolo di Nietzsche, Heidegger e Schmitt, ma anche dei filosofi esoterici ebrei. E il fondamentale insegnamento di Strauss è quello che potremmo condensare nel concetto di doppia verità: dal momento che la natura della verità è oscura e sordida, può essere rivelata solo a una élite, mentre la massa deve continuare a credere ai miti e alle illusioni. Questo significa che esiste un pensiero comunicabile a tutti e un altro solo a pochi. Il paladino della civiltà, per raggiungere i suoi scopi superiori, il sapiente – quello che Strauss chiama il filosofo legislatore - deve celare le sue intenzioni di dominio alle orecchie e agli occhi della massa, fingendo di credere anche lui a quei miti e a quelle illusioni. Dall’affermazione della doppia verità alla menzogna, funzionale alla realizzazione di una “missione importante”, di certo il passo è breve.

Alla luce di quanto detto fin qui, l’invito a riflettere in modo critico sugli effetti perversi delle finzioni è quanto mai attuale, e quanto detto fin qui ha il pregio di fornirci una chiave di lettura del presente ancora valida. Qui ora si parla qui di P2, Regime, Mafia...

ah!!!, un "caloroso" applauso ed un "bentornato" (ci mancavi solo tu!) al Signor Licio Gelli, ... sei venuto a dar manforte? bravo! bravi!" (cazz.. ed è tornato pure CoSSiga!)

01/11/08

un semplice pensiero per farvi riflettere....

da un messaggio nella bacheca di myspace.com/cultcorner

01 nov 2008, 11.44
Viviamo tempi di grandi mutamenti e lacerazioni. Lampi e procelle si abbattono sugli uomini.
Le borse e i mercati finanziari vacillano, i governi, che non hanno trovato 30 miliardi di dollari per ridurre la fame nel mondo, ne hanno trovato subito 2000 per salvare le banche…