08/09/08

In Svizzera un BUCO NERO che risucchierà il mondo!



dal sito: Slipperypond

Non per allarmare nessuno, ma mi sa che il mondo sta per finire.

Mentre repubblica.it e il corriere.it ci ammoniscono sui pericoli della mozzarella alla diossina e di un pericoloso virus informatico con mittente Sig. Montorsini, solo Slipperypond e gli amici del New York Times (che salutiamo) hanno il coraggio di parlarvi di quella che potrebbe essere la fine del mondo. (Guai a chi canticchia l’orrendo scempio che Ligabue ha fatto del pezzo dei R.E.M.).

Come immaginerete, sarà colpa degli svizzeri. O meglio, sarà colpa un po’ di tutti, ma succederà in Isvizzera. I ragazzi del CERN hanno costruito un acceleratore di particelle in cui far collidere protoni e ioni pesanti. Con la consueta impreparazione in fatto di fisica avanzata che ci contraddistingue, ci potrà capitare di riferirci al la prodigiosa macchina come a il “Coso”.

Secondo Wikipedia, il Cos Large Hadron Collider “si servirà del tunnel di 27 km costruito per il Large Electron-Positron Collider (LEP) e userà campi magnetici di circa 8 Tesla, generati da magneti superconduttori raffreddati alla temperatura di 1,9 Kelvin (-271,25 °C) da elio liquido superfluido, per guidare nel tubo di accelerazione fasci di protoni a 7 Teraelettronvolt di energia, o di ioni piombo a 2,7 teraelettronvolt per nucleone (575 TeV per nucleo)”.

Che cosa significa? Dopo un rapido giro di telefonate in Redazione abbiamo stabilito che non lo sappiamo, ma che se ci capiterà di passare dal CERN ci metteremo una maschera da saldatore, ché noi non ci si fida.

Ma mentre al CERN i perfidi scienziati pazzi si sfregano le mani ridendo satanicamente e tuonando frasi quali “Il mondo è mio” nell’indifferenza generale di cittadini e istituzioni d’Europa, per fortuna nelle ridenti Hawaii c’è chi non sta con le mani in mano. Walter L. Wagner e Luis Sancho hanno fatto causa al CERN, dicendo in pratica: avete speso 8 miliardi di dollari in 14 anni per costruire sto Coso, che è bellissimo ma rischia di creare artificialmente un buco nero. I buchi neri sono anche affascinanti, ma hanno l’abitudine di risucchiare tutto. Per cui tutto il pianeta Terra potrebbe essere risucchiato in un buco nero situato a Ginevra. Possibile che per scoprire se davvero esiste il bosone di Higgs dobbiate far finire il mondo? Ma noi vi facciamo causa (alle Hawaii, ché in Svizzera costa troppo) e non se ne parla più.

Il Dottor Wagner ha già mosso accuse simili contro un altro Coso chiamato Relativistic Heavy Ion Collider, che tuttavia opera senza risucchiare nulla dal 2000 a Brookhaven, presso New York. Per sicurezza, il CERN ha istituito una commissione di sicurezza. L’unico membro a venire allo scoperto è un italiano, il Prof. Michelangelo Mangano, e lo fa in grande stile, dichiarando che “la possibilità che un buoco nero inghiotta la Terra è un pericolo troppo serio perché lo si possa lasciare come argomento di dibattito tra picchiatelli“.

Ci sono vari argomenti che ci tranquillizzano, ma il nostro compito come cellula chiave dell’informazione di massa è quello di tenere i lettori nel terrore più atroce, per cui taceremo a riguardo. Non diremo della teoria di Hawking secondo cui forse i buchi neri evaporano (ma, osserva il NY Times, nessuno ha mai visto un buco nero evaporare: buffo quanto la fisica si possa affrontare spesso con argomenti che vanno benissimo anche in situazioni di vita quotidiana); e neanche del fatto che quel che succede nel Coso accade ogni giorno nell’atmosfera per circa centomila volte.

Inoltre, va di moda sparare sul CERN, specie sugli scienziati italiani, specie da parte di gente che non ne sa nulla di fisica, per cui come resistere?

Soprattutto, non siamo scienziati ma letterati, per cui non seguiamo le teorie più accredidate ma le storie più belle. E, siamo onesti, questa è una storia meravigliosa. Certo, l’idea proposta dal Dott. Arkani-Hamed secondo cui dal Coso può uscire in teoria un po’ di tutto, compreso “dei dragoni che ci divoreranno” è affascinante. Ha un certo potenziale da film del filone catastrofico, ma l’altra teoria ha qualcosa in più: prevede la distruzione totale di un intero pianeta. Senza contare che uno dei due salvatori del mondo si chiama Walter, cosa che uno se si sbriga può sfruttare a fini elettorali. E che lo stesso scienziato di cognome fa Wagner, e in quanto Dr. Wagner può garantire alla trama tutto il carburante che proviene dagli intrighi del pittoresco e infido ambiente della lucha libre messicana.

Ma pensate al romanzo, pensate al film tratto dal romanzo, e al romanzo tratto dal film. Un gruppo di nerd con deliri di onnipotenza mette su un’organizzazione internazionale per distruggere il mondo. Scelgono come base la nazione più nerd di tutte: la Svizzera. Trovano un piacere perverso nel pensare che la nazione più neutrale e precisina di tutte, isolata proprio come loro, faccia un macello così grande in un botto solo. Nerd brufolosi e occhialuti da varie nazioni del mondo passano giorni e notti a bere Fanta e mangiare Dixi San Carlo mentre parlano di Star Trek e lavorano al progetto: tutto dovrà essere inghiottito da un gigantesco buco nero. Stacco: musica di ukulele. Rilassàti all’ombra di una palma nella luce hawaiiana, due uomini di mezz’età in camicia fantasia, uno dei due indossa una maschera da lucha libre. Sobbalzano leggendo una rivista scientifica. Porgono gentilmente i cocktail alle ragazze che ancheggiando li stanno adornando, come ogni giorno, di ghirlande profumate, e prendono il telefono: non possono lasciare che accada.

Ce la faremo Lucho. Ce la faremo Walter. C’è da salvare il mondo, chiama un avvocato.

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