13/12/07

ROSSO NATALE

Post by marywan Donnerstag, 13. Dezember 2007 17:16

ROSSO NATALE

(di Roberto Ritondale)

- Ti ricordi di quando c’era il Natale?

- Anche adesso è Natale…

- E questo me lo chiami Natale? - domandò il vecchio Luz alzandosi per prendere un coltello.

- Che vuoi farci con quell’arnese?

- Tagliare il pandoro, tranquillo…

Lo sezionò a fette orizzontali.

- Guarda, sembrano stelle - disse Luz.

- Le stelle di Natale…

- Ma davvero a te sembra Natale?

- Luz, fidati. Oggi il calendario segna proprio 24 dicembre.

- Del duemilaquarantanove.

- No, anno dodici dopo Ristok - precisò Flik allungando la mano verso una fetta di pandoro.

Mangiò veloce. Mangiava sempre troppo veloce, il vecchio Flik, e infatti spesso si sentiva male. Perché mangiare in fretta non aiuta a digerire, soprattutto a una certa età. Poi prese il suo tovagliolo verde e si pulì le labbra.

- Anche voi facevate il cenone? - domandò Luz.

- Certo che lo facevamo, la mia era una bella famiglia grande, numerosa.

- Anche la mia. Al cenone non eravamo mai meno di venti.

- A proposito, ma i tuoi nipoti non vengono quast’anno?

- Niente Villa Marik, quest’anno. Vacanza all’estero…

- All’estero? E come hanno fatto a ottenere il visto?

- Hanno amicizie tra quelli del regime.

- Shhhh! Ma sei pazzo? Non si può dire, lo sai che lo vieta lo statuto.

- Sarà pure vietato, ma sempre regime è.

- Hai 88 anni, Luz: quando la metterai la testa a posto?

- Quando riavrò il Natale…

Flik lo fissò rassegnato.

- Ma ti cambia la vita magiare su questa tovaglia verde?

- Fosse solo la tovaglia verde. E il presepe azzurro? E babbo natale vestito di bianco? Col rosso era tutta un’altra storia, Flik…

- Ma allora sei veramente pazzo. Lo sai che lo statuto…

- Tu m’hai rotto i coglioni con la storia dello statuto.

- E tu sei un vecchio rincoglionito!

- Dicesti che ero un rimbambito anche quando Ristok comprò il colore rosso in esclusiva.

- Mi ricordo…

- Ti ricordi, eh? E ti ricordi pure che parlasti di idea innovativa, di moderna strategia industriale…

- Mi sembrò un colpo di genio.

- Fu un colpo di Stato.

- Ma potevo mai immaginare che Ristok sarebbe diventato il Presidente dello Stato delle Libertà?

- Libertà! Libertà! Ma quale libertà? Quel dittatore farabutto…

- Zitto, santiddio! Zitto! Zitto!

- Non ci sto, zitto. Hai capito? Ma che cos’è uno che chiude le associazioni, abolisce i diritti e vieta persino l’uso di un colore?

- Ma che ti cambia, un colore?

- Questo colore è un simbolo!

- Appunto, è un simbolo. Il simbolo del male. L’ha detto pure il presidente, quando ha spiegato il motivo.

- E ti sembra un buon motivo? Abolire il rosso per “cancellare le vergogne del comunismo”…

- Ha fatto tanti danni, il comunismo.

- E a te hanno fatto il lavaggio del cervello.

Restarono in silenzio guardandosi in cagnesco. Non era la prima volta che litigavano per il rosso, per Ristok e anche per il regime. Però alla fine Luz guardò il vecchio amico con una strana aria complice.

- Flik, ho un segreto.

- Quale segreto, Luz?

- Non so se fidarmi di te. Non l’ho mai detto a nessuno…

- Ma cosa?

Esitò ancora un attimo. Poi si alzò, preso il suo vecchio borsone ingiallito e lo svuotò.

- Vedi qui sotto? C’è un doppiofondo sigillato.

Prese il coltello e lo squarciò, non senza difficoltà.

- Guarda, la tovaglia rossa della mia famiglia.

- Credi di essere un sovversivo, Luz? Un rivoluzionario?

- Le rivoluzioni cominciano dalle piccole cose.

- E che vuoi farne? Una bandiera da esporre sul pennone?

- No. Voglio imbandire la tavola.

Si guardarono di nuovo, questa volta con gli occhi lucidi. Vagamente arrossati.

- Dovesse essere l’ultimo Natale della mia vita, Flik, io lo voglio festeggiare con il rosso!

Dal rapporto dell’agente federale codice 40 barra 12 il direttore dell’ospizio seppe che Luz e Flik erano morti d’infarto alle tre del mattino seguente. Due infarti contemporanei e sospetti. Chi scoprì i due cadaveri negò ufficialmente di aver trovato nella stanza una tovaglia rossa, ma la leggenda passò di bocca in bocca suscitando scalpore e scuotendo le coscienze. Nessuno, si disse, aveva mai osato tanto.

Quella leggenda è stata ricordata anche oggi, 23 dicembre del 2056. Oggi che le salme di Luz e Flik sono state traslate al cimitero degli eroi. Sulla lapide c’è un nuovo epitaffio: “Un loro piccolo gesto fu la scintilla che fece scoppiare la rivoluzione. Onore ai grandi vecchi che per primi sfidarono il regime”.

La leggenda, ma nessuno può confermarlo, racconta anche che i due amici si abbracciarono, in quella notte fredda, prima di andare a letto.

- Buon Natale - disse Flik spegnendo la luce.

- Rosso Natale a te, fratello Flik - rispose il vecchio Luz aprendo il cuore alla speranza. E chiudendo gli occhi per sempre.

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